Cambiamenti climatici: nuovi obiettivi del Clean Air for Europe e modifica all'ETS (emissions trading scheme)
categoria: atmosfera e clima/aria normativa internazionale - 20/12/2013


Due le  iniziative di fine anno della Commissione e del Parlamento europeo tendenti a introdurre norme più stringenti in tema di cambiamenti climatici.




La prima iniziativa, congiunta Commissioni ambiente e salute, riguarda l'adozione di un nuovo  pacchetto di misure contro l'inquinamento atmosferico, con l'obiettivo principale di dimezzare il numero di morti presunte dovute a una scarsa qualità dell'aria e, quindi, un complessivo innalzamento della qualità della vita per tutti, e non solo per le fasce più esposte come ad esempio i bambini.
Il pacchetto adottato prevede:
-un nuovo programma “Clean Air for Europe”, con misure atte a garantire che gli attuali obiettivi siano raggiunti nel breve periodo, e nuovi obiettivi di qualità dell'aria per il periodo fino al 2030; le misure di sostegno si concentrano principalmente sul miglioramento della qualità dell'aria nelle città sostenendo la ricerca e l'innovazione;
-una revisione dei limiti nazionali di emissione in senso più restrittivo per i principali inquinanti;
-una proposta di nuova direttiva per ridurre l'inquinamento prodotto dai medi impianti di combustione, come ad esempio i grandi edifici, e dai piccoli impianti industriali.
Gli obiettivi numerici, per il 2030, del nuovo “Clean Air for Europe” sono:
-evitare 58.000 morte premature legate all'inquinamento dell'aria;
-salvare 123.000 kmq di ecosistemi da inquinamento da azoto (più di metà della superficie della Romania);
-salvare 56.000 kmq protette della rete Natura 2000 (più che l'intera superficie della Croazia) da inquinamento da azoto;
-salvare 19.000 kmq di ecosistemi forestali dall'acidificazione.
La politica europea sulla qualità dell'aria  ha portato sicuramente a significative riduzioni delle concentrazioni dei principali inquinanti, fra cui il particolato,  il biossido di zolfo (causa principale delle piogge acide ), piombo, ossidi di azoto, monossido di carbonio e benzene. Restano, tuttavia, dei gravi problemi insoluti, soprattutto le polveri sottili e l'ozono i cui limiti di sicurezza per la salute sono regolarmente superati, in particolare nelle aree urbane.
La seconda iniziativa riguarda l'approvazione, da parte del Parlamento, di misure per sostenere i prezzi dei permessi CO2 congelando la vendita all'asta di una parte dei permessi  per
aumentarne il prezzo e incoraggiare le imprese a investire in innovazioni a basse
emissioni di carbonio. Le misure, emendate dal PE lo scorso luglio per fissare condizioni più rigorose per il
congelamento, ripristineranno l'effetto d'incentivazione del Sistema di scambio di emissioni, progettato per ridurre le emissioni di CO2.
L'ETS, dal 2005, ha fissato un massimale complessivo delle emissioni che, nel lungo termine, si sta gradualmente riducendo. Entro il 2020, le emissioni dei settori industriali coperti dal sistema ETS saranno inferiori del 21% rispetto al 2005.
Le imprese ricevono o acquistano crediti messi all'asta dagli Stati membri, con un credito che corrisponde a una tonnellata di emissioni di CO2, e possono anche vendere i crediti inutilizzati. Limitando l'offerta di crediti ci si assicura che essi conservino valore, introducendo un sistema premiante per le aziende che investono per limitare le emissioni, contrastando così il cambiamento climatico.
Il crescente surplus di quote di emissioni, dovuto a un'offerta eccessiva e al rallentamento dell'economia, ha visto il prezzo del carbonio cadere ben al di sotto dei livelli stimati quando fu creato il sistema ETS, da questa presa d'atto la decisione di rinviare, o ritardare,  la tempistica di una parte dei crediti da mettere
all'asta. La parola ora passa al Consiglio.