Il conteggio dell'efficienza energetica favorito dalla crisi
categoria: energia e clima/programmazione e infrastrutture info - 12/02/2014


Il rapporto ENEA sull'efficienza energetica registra un andamento della domanda e degli impieghi dell'energia, per il 2012, in flessione del 4,3% nella domanda di energia primaria, in calo anche l’intensità energetica primaria italiana del 1,8% rispetto al 2011, a fronte di una contrazione del PIL del 2,5%. Rispetto al 2005, anno di introduzione del meccanismo dei Certificati Bianchi, l’intensità energetica è diminuita del 7,8%.

 - RAEE 2012


La produzione nazionale registra un incremento del 5,8%, spinta soprattutto dalle rinnovabili (+8,4%) e con una diminuzione dei combustibili solidi (-9,1%); in calo le importazioni,mentre crescono le esportazioni (+10,6%).
Il mix energetico vede una riduzione dell'apporto del petrolio, passato dal 54% del 1997 al 35,6% del 2012, la compensazione è venuta dal gas naturale, dal 27,4% al 34,8%, e dalle fonti rinnovabili, dal 6,6% al 15,1%.
La ripartizione degli impieghi nel 2012 tra i diversi settori vede quello relativo agli usi civili a quota 36,7% contro il 34,5% del 2011, settore trasporti (30,2% contro 31,5%), industria (23,6% contro 24,2%), usi non energetici (5,1%, industria petrolchimica), agricoltura (2,2%) e scorte di carburante per il trasporto marittimo internazionale.
I consumi del settore industria, come i consumi complessivi, registrano una lenta crescita fino al 2003 (41 Mtep) seguita da una rapida contrazione legata alla crisi economica degli ultimi anni, fino a una diminuzione complessiva dei consumi di oltre un quarto rispetto al 2003.
Il consumo energetico del settore residenziale è costante con un +0,3% rispetto al 2010, il gas naturale con il 54% sul consumo totale, è la principale fonte utilizzata.
L’Italia presenta valori dell’intensità energetica primaria ben al di sotto della media dei 27 paesi UE, compresa l'Eurozona, nel periodo 2003-2011, l’industria manifatturiera ha fatto registrare un miglioramento dell’intensità energetica pari al 26,3%.
Nel 2011 il valore dell’intensità energetica nazionale si è stabilizzato con i consumi che seguono la stessa tendenza in diminuzione del PIL, mentre  gli altri Paesi europei registrano un aumento del PIL maggiore dei consumi.