Garcin, Slavonia - Croazia: Ingiustizia continua!
categoria: / - 18/07/2019

Dopo 23 anni, in questi giorni di luglio 2019, Janaf -la compagnia energetica a maggioranza statale della Croazia proprietaria dell'oleodotto responsabile dell'inquinamento di suolo, acqua e aria avvenuto nell'aprile 1996- è tornata sul luogo del misfatto con la scusa della manutenzione ordinaria (mai fatta prima) per tentare di bonificare parte del terreno inquinato.

Dopo 23 anni, in questi giorni di luglio 2019, Janaf -la compagnia energetica a maggioranza statale della Croazia proprietaria dell'oleodotto responsabile dell'inquinamento di suolo, acqua e aria avvenuto nell'aprile 1996- è tornata sul luogo del misfatto con la scusa della manutenzione ordinaria (mai fatta prima) per tentare di bonificare parte del terreno inquinato.  In realtà è stato prima asportato (oltre 500mc), poi mescolato con un po' di terreno inerte -portato da non si sa dove- e poi ridepositato nella stessa area precedente...  
Ricordiamo che a distanza di 23 anni, da poco si è finalmente concluso il primo grado di giudizio nella causa intentata dai cittadini vittime dirette dell'inquinamento, durante il quale è stato riconosciuto un danno accertato per almeno 10 anni. E solo dopo delle perizie pedologiche sommarie che hanno rilevato vari metalli pesanti nei primi due metri di suolo.
L'immagine mostra come, in una stagione di siccità, nell'acqua presente nel sottosuolo ci sia ancora petrolio...ovviamente. 
E a tutt'oggi nessun organo governativo (ministero dell'ambiente, ministero della salute, ministero dell'agricoltura...) si è degnato di raccogliere dati per verificare il livello dell'inquinamento delle falde nelle campagne coltivate tutt'attorno...Eppure basterebbero 5 minuti per venire sul posto, guardare, annusare, sporcarsi le mani di "oro nero" toccando una zolla di quel terreno contaminato per sapere la verità di un danno permanente causato 23 anni fa, da dover rimediare drasticamente a causa del maldestro tentativo fatto a suo tempo, quando incendiarono tutto il petrolio che non si riuscì a recuperare dai corsi d'acqua circostanti...
La battaglia continua. La recente sentenza è già stata impugnata. La documentazione contro i soprusi delle Autorità competenti proprietarie della compagnia petrolifera e responsabili della tutela del diritto alla salute delle persone e dell'ambiente continua ad ampliarsi. Vergogna continua. Questa non è l'Europa civile per cui, dal basso, con umiltà, ogni giorno lavoriamo.
Ultimo articolo sulla stampa nazionale croata: https://m.sbplus.hr/kolumne/nedjeljna_propovijed/ruka_ruku_mije_nafta_obadvije_.aspx#.XS-BwU0j40M